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Rodrigo Mariani alla Summer Academy 2010

Più a Sud. Migrazione e Memoria

A partire dal 2001 si registra nei Consolati Italiani in Argentina una crescente richiesta di riconoscimento di cittadinanza Italiana Jure sanguinis, da parte di figli e nipoti di emigrati italiani. Per snellire il lavoro , la Casa Culturale Leonardo da Vinci, ufficio consolare onorario collegato al Consolato Generale d'Italia a Córdoba, e a carico della Professoressa Gabriela Varetto, chiede ad Ambra Ideas 4 Comm di elaborare un sistema per organizzare la grande quantità di informazioni inerenti i discendenti degli emigrati italiani radicati nella zona.

Si procede a creare un sistema di registro dei dati informatizzato, soluzione molto innovativa in quegli anni che consente di avere un database di gran parte degli italiani stabiliti in una zona rurale del centro della provincia di Còrdoba, tra la fine dell'800 e la prima metà del 900, le loro origini e la loro storia.

Il database non è soltanto uno strumento organizzativo ma anche divulgativo della memoria storica di un processo migratorio intenso, e che consentiva inoltre di apportare informazioni statistiche utili per analizzare un momento significativamente influente in entrambi i paesi.

Con queste informazioni, il giornalista Rodrigo Mariani (communication manager di Ambra Ideas for Communication) realizza nel 2009 un lavoro di ricerca per creare una mappatura delle principali zone di provenienza degli emigrati italiani che avevano scelto il centro della provincia di Còrdoba per stabilirsi oltreoceano.

Migrante by Rodrigo Mariani

LA MAPPATURA

Còrdoba è considerata storicamente una delle quattro zone predilette dei migranti italiani insieme a Buenos Aires, Santa Fe e Mendoza.
Dal saggio redatto dopo lo studio, intitolato "Immigrazione italiana nel centro della provincia argentina di Córdoba", emerge un particolare interessante riguardante la provenienza specifica di tali emigrati. Alcuni gruppi regionali, particolarmente piemontesi e marchigiani, sono più presenti che altri in questa zona. Il fatto è dovuto a diversi fattori: temporali (piemontesi, veneti e poco dopo marchigiani sono stati i primi gruppi etnici a emigrare in massa), socio culturali (i migranti favorivano l'arrivo nella nuova patria di familiari, amici o compaesani e così si formavano insediamenti e gruppi di assistenza mutua fra simili) o geografici (i neo arrivati cercavano condizioni topografice somiglianti a quelle che lasciavano in patria, giacché esse favorivano l'inserimento nel tessuto lavorativo in base alle loro competenze). Così, ad esempio, liguri o campani preferivano Buenos Aires dove c'era il mare e il porto, i marchigiani Santa Fe e i piemontesi Córdoba, dove c'erano sconfinati spazi di terra per la coltura ed il lavoro agricolo, ecc. Infatti, dallo studio emerge la forte presenza in zona di discendenti diretti di migranti provenienti principalmente dalle provincie piemontesi di Cuneo e Torino, ma anche della marchigiana Macerata.

provincia di procedenza

IL LAVORO

Metodologicamente il lavoro è stato realizzato attraverso il censimento di un campione di 353 famiglie di origine italiana, il cui antenato diretto italiano era emigrato in Argentina nel periodo compreso tra il 1880 e il 1950. Questa finestra temporale comprende i tre maggiori flussi migratori italiani verso il continente americano: il primo alla fine dell’800 e gli altri due negli immediati dopoguerra. Come parametro geografico è stata considerata un'area prevalentemente rurale compresa tra le località di Villa Del Rosario, Luque e Colazo. 

Dall’analisi della provenienza dell'antenato italiano si nota la forte presenza di emigranti piemontesi (49%) seguita da quelli marchigiani (12%). Sebbene la differenza percentuale fra i primi e i secondi sia ampia, bisogna considerare la diversa densità demografica di entrambe le regioni all'epoca. Basti notare che al censimento italiano del 1881 mentre il Piemonte presentava una popolazione superiore ai tre milioni di abitanti, le Marche, regione molto più piccola e meno popolata, non raggiungeva il milione.

Regione di procedenza
Il saggio con i risultati della ricerca, è stato presentato nella città di Torino nel luglio del 2010 alle autorità del Centro Altreitalie, istituzione con sede nel capoluogo piemontese che si dedica allo studio delle migrazioni da e verso l'Italia.

Il lavoro è valso al suo autore una borsa di studio per la ricerca sulla migrazione italiana e la possibilità di esporne i contenuti alla "Summer Accademy 2010 - Migrazione italiana nella glocalizzazione” , insieme ad altre opere presentate da studiosi provenienti da Brasile, Francia, Stati Uniti e Italia.